mercoledì 9 agosto 2017

Lato B consigli

1. Lato B squadrato 



Se la linea che congiunge l'anca all'esterno coscia è perpendicolare al pavimento, allora secondo il dottor Schulman hai un sedere squadrato.

L'intimo adatto a te. I tipi di biancheria che poggiano sulla parte alta della coscia rischiano di creare un effetto "shorts", meglio i bikini, i tanga e i perizoma che sono comodi e sanno valorizzare una donna dal sedere squadrato e piatto. Evita le mutande elasticizzate sulla coscia, quel tessuto extra potrebbe arricciarsi in modo imbarazzante. 

2. Lato B a forma di V



Se la linea che congiunge il bacino all'anca curva verso l'interno, il tuo sedere crea una "V". Il dottor Schulman dice che è una forma molto comune nelle donne che hanno le spalle larghe e le anche molto strette.

L'intimo adatto a te. Ti consigliamo degli slip, delle mutandine a vita alta, delle culotte o dei bikini non troppo sgambati, che coprirebbero poco i glutei. Il sedere a V può far sembrare i glutei flosci, quindi assicurati che il taglio della gamba li sostenga nel modo giusto per ottenere quell'effetto di modellamento in più.

3. Lato B a forma di A 


Le donne dal "fisico a pera" tendono ad avere un sedere a forma di A, ossia  quello che, come spiega il dottor Schulman, si allarga al di sotto delle anche.

L'intimo adatto a te. Dato che il sedere a forma di A di solito nasce dalle cosce piene, i tipi di biancheria più adatti a te sono quelli più sgambati. Scegli i tanga, i bikini, o gli slip di pizzo elasticizzato o con bordi senza cuciture. Evita l'intimo elasticizzato attorno alla gamba, rischia di essere scomodo e di darti l'idea di essere intrappolata.

4. Lato B tondo 


Diciamo che il nome rivela già tutto, soprattutto perché è il sedere di Kim Kardashian, Queen Bey e J. Lo.

L'intimo adatto a te. Un sedere tondo ha bisogno di tessuto extra sulla parte posteriore delle mutande perché sia coperto, altrimenti tenderanno a scivolare all'indietro, e se l'elastico si abbassa sul davanti, la zona sembrerà tagliata in due. I tanga, i perizomi, gli slip e le culotte in tessuto elastico tipo spandex e una cucitura posteriore centrale, lievemente increspata, sono - almeno in un mondo perfetto  - l'ideale per mettere in risalto i glutei. Consiglio: meglio una taglia in più, che ti coprirà quel tanto che basta in più.

5. Lato B a forma di cuore al contrario 


Il caro vecchio sedere con la forma del cuore al contrario è rotondo e non sfida la forza di gravità. Come il sedere tondo, "anche questo curva al di fuori dell'anca, ma nella parte inferiore ha più volume", spiega il dott. Schulman.

L'intimo adatto a te. Dato che  il sedere e le anche hanno un aspetto pieno, e le natiche sono rivolte verso il basso, l'intimo a gamba alta non le coprirebbe nel modo giusto. Meglio gli slip o bikini con la gamba bassa. Se hai paura che l'aspetto sia troppo molle, assicurati di scegliere un tipo di intimo che sostenga i glutei proprio sotto al solco: vedrai l'effetto all'istante.

venerdì 4 agosto 2017


 un modello femminile che vorrei sappiate che alcune di noi quando scelgono di fare il percorso di transizione MtF hanno dei modelli femminili che hanno ispirato la loro femminilità interna, rimane nascosta/dormiente però esiste (se sei predestinata), e un femminile che poi cresce col tempo interagendo con sempre più azioni femminili, per esempio con le mie amiche per loro non sono un maschio, mi confidano cose serie o stupidate ma lo fanno con piacere, delle volte sono invitata per fare shopping (non mi annoio mai ) con loro oppure mi mandano delle foto con su scritto “Amica” guarda cosa ho preso oggi, oppure dammi un tuo consiglio su come devo abbinare?, in questo campo mi sento fortunata e spero di fare così in futuro, per quanto mi riguarda i miei primi modelli femminili erano le donne del postal market (donne stupende) be e poi anche mia Madre, alla fine anche se si litiga e stata la mia ispirazione femminile (quella per bene) e si perché alcune di noi non vogliono essere etichettate come trans* mercenarie oppure delle malate di sesso che credono che sia essere più da donna se fai sesso con tanti uomini, concludo dicendo che alcune di noi hanno/sognano dei modelli femminili come una qualsiasi bambina che agli occhi della madre desiderano diventare come lei, tutto qui, se in futuro vostro fratello,cugino,amico,ecc cercate il loro femminile e aiutatelo perché può nascondere un femminile innato ma rinchiusa in una barriera mentale, noi esistiamo e siamo creature femminili non donne bio ovviamente, possiamo essere considerate come creature femminili che non possono procreare, ma l’amore per una persona scelta e guardarla con occhi da innamorata, alcune magari sognano di essere una madre adottiva questo possiamo farlo, possiamo farlo davvero

venerdì 21 luglio 2017

Maschio & Femmina: i 2 sessi che convivono in ognuno di noi

Oltre le mode del gender fluido, la biologia sta rivelando le sorprendenti metamorfosi del Dna: l’identità è un enorme puzzle di possibilità multiple

 università di torino

Pensiamo al sesso come un linguaggio binario in stile pc, zero e uno. Maschio e femmina. Tendiamo a farlo anche quando ci troviamo faccia a faccia: in base al vestito o come ci si comporta si deve essere maschio o femmina. Eppure c’è molto di più, oltre le apparenze e le mode dei «gender fluid». A rivelarlo è la biologia: non è vero che siamo tutti «zero» o «uno», ma apparteniamo a uno spettro di possibilità. In ognuno di noi i sessi convivono, in gradazioni variabili.



Al Royal Melbourne Hospital, in Australia, il genetista Paul James ha analizzato i cromosomi di una donna di 46 anni: voleva capire se il futuro figlio potesse soffrire di qualche anomalia del Dna. Il feto stava benissimo, ma i risultati della madre si sono rivelati inattesi: le cellule del suo organismo contenevano il materiale genetico di due persone diverse, un individuo femmina e uno maschio, «probabilmente il risultato di una fusione tra due embrioni gemelli», spiega James. Così, la donna ha scoperto che metà del suo corpo era geneticamente un uomo. «Una scoperta - ha commentato lo specialista - che ha del fantascientifico, per chi era venuto in ospedale per un’amniocentesi”».



LA Y CHE C’È O NON C’È 

Il sesso, in effetti, può essere molto più complicato di quanto appare. La presenza o l’assenza di una Y conta. E non poco. Con il cromosoma Y sei maschio, senza sei femmina. Tuttavia - come si sa da tempo - l’anatomia sessuale, a volte, è in disaccordo con la genetica. «Il problema è che il sesso può essere definito in diversi modi: genetica, ormoni, attributi sessuali - spiega Arthur Arnold, della University of California di Los Angeles -. Ed è sorprendente quanto può essere forte l’effetto dei cromosomi sessuali sul comportamento di singole cellule». Con alcuni colleghi ha dimostrato che nel topo la quantità di cromosoma X è in grado di modificarne il metabolismo, un dato in linea con una serie di esperimenti in vitro in cui si è visto che cellule XX e XY rispondono in modo differente alle sollecitazioni dello stress.



Ora le tecniche più avanzate di sequenziamento del Dna e di biologia cellulare stanno rivelando che, in realtà, ognuno di noi è - a vari livelli - un mosaico (o un puzzle) di cellule geneticamente distinte, alcune con un corredo genetico sessuale che può essere diverso da tutte le altre. Non a caso, fino a cinque settimane di vita, ognuno di noi ha le potenzialità per diventare sia maschio sia femmina. È la sesta settimana quella decisiva: in quel momento sviluppiamo solo uno dei due apparati sessuali. Poi, fuori dall’utero, scattano altri meccanismi. Vincent Harley, genetista dell’Institute for Medical Research di Melbourne, ha scoperto che, almeno nel topo da laboratorio, è necessario mantenere un certo equilibrio per tutta la vita: «Il gene Foxl2 è essenziale affinché le ovaie producano cellule uovo, mentre il gene Dmrt1 lo è per la produzione di spermatozoi nei testicoli».



A complicare ulteriormente questo mondo fluido del sesso, al dipartimento di Genetica Molecolare del Weizmann Institute of Science, in Israele, Shmuel Pietrokovski e Moran Gershoni hanno pubblicato uno studio in cui evidenziano 6500 geni espressi in modo diverso tra uomini e donne. Questi geni controllano non solo lo sviluppo di muscoli e peli, ma la suscettibilità a specifiche malattie e la risposta ai farmaci. «Il genoma - hanno commentato - è praticamente lo stesso in ognuno di noi, eppure viene utilizzato in modi diversi in varie parti del corpo».



L’idea binaria di due sessi si sta quindi rivelando superficiale e non solo per la nostra specie, ma per tutte, dove le eccezioni a quella che si pensava fosse la norma sono ancora più evidenti. Fino a un fenomeno raro nell’uomo e tuttavia comune in molti organismi meno evoluti: è l’ermafroditismo, in cui lo stesso individuo presenta organi sessuali di entrambi i sessi. Il pesce pagliaccio - reso famoso dal cartone «Alla ricerca di Nemo» - è, da questo punto di vista, una specie tra le più interessanti: quando in una famiglia la femmina muore, il maschio cambia sesso e ne prende il posto, mentre una delle femmine giovani diventa, a sua volta, il nuovo maschio. Il pesciolino Serranus Tortugarum è ancora più esuberante: è in grado di cambiare sesso anche 20 volte al giorno, producendo entrambi i gameti in modo alternato, ma restando fedele al partner, che, ovviamente, si deve adeguare a questi rapidissimi cambiamenti.



ESSERI ERMAFRODITI 

Ma sono ermafroditi anche i lombrichi, alcune chiocciole, crostacei e spugne di mare. Così torna, prepotente, la domanda più spontanea: perché gli esseri viventi più complessi si sono evoluti con due sessi (e basta)? La riproduzione asessuata - tipica di batteri, piante e animali inferiori - è in grado di produrre un enorme numero di individui e non c’è nemmeno il tormento di dover corteggiare il partner. Ma, se è andata diversamente per altri esseri viventi, compresi noi umani, significa che con il sesso ci sono benefici maggiori (e non solo quello del piacere). Più variabilità genetica significa una specie più adattabile e, quindi, più resiliente agli habitat.



Resta l’ultimo interrogativo: perché due sessi e non di più? In natura non si conoscono casi evidenti di animali con più di due sessi. Aumentare il numero di genitori non farebbe poi così tanta differenza nell’incrementare la flessibilità genetica di un individuo. In compenso creerebbe complicazioni a catena, forse ingestibili. Le ha immaginate Issac Asimov nel romanzo «Neanche gli dei», con alieni con tre sessi e diversi ruoli sia nella riproduzione sia nell’allevamento della prole. Fino allo scenario angosciante materializzato da Clifford Simak nel racconto «Miraggio», dove il tormento è ulteriore: sei rappresentanti della razza più evoluta di Marziani aspettano in una grotta il settimo partner. Senza di lui non ci sarà nessun bebè e, quindi, nessun futuro.